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31 marzo 2018

A Lodi si coltiva il bene comune


“Rigenerazione di una Prospettiva” è un progetto promosso dal Movimento Lotta Fame nel Mondo che coinvolge attivamente la rete lodigiana finanziato da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Comunitaria Lodi. Un nome che è insieme tutto un programma e ribattezzato significativamente SanfereOrto: da San Fereolo, quartiere periferico di Lodi che proprio grazie a questo progetto sta riscoprendo nuova linfa e luce. Chiaro e forte è, infatti, l’obiettivo dell’iniziativa volta a riqualificare un’area prima marginale, lasciata al degrado, e oggi rivalutata come un “bene comune” da nutrire e crescere insieme attraverso un’azione di welfare dove protagonisti sono prima di tutto i cittadini stessi. Coinvolgere autenticamente la cittadinanza costituisce quindi il fine principale di questa vera e propria opera di valorizzazione mirata a contrastare il rischio di emarginazione delle fasce deboli, considerando che San Fereolo si configura come il quartiere più popolato della città con i suoi 13.450 abitanti e un’estensione di 15.000 mq. Tutto questo viene concretizzato attraverso uno strumento propulsivo sul fronte dell’inclusione e della cittadinanza attiva: l’orto sociale.
“L’intento è quello di attivare 20 tirocini, della durata di 6 mesi, rivolti a persone con diverso tipo di svantaggio – spiega Gian Marco Locatelli – L’orto sociale, che coinvolgerà educatori e tirocinanti, proporrà una produzione di varietà locali oltre a frutti antichi e alberi a potatura bassa, tutti coltivati attraverso metodo biologico e biodinamico”.

Per approfondimenti:  mlfm.it.it

31 marzo 2018

Al via il terzo bando di Agricoltura Sociale Lodi


Il territorio lodigiano sempre più attivo sul fronte del sostegno delle attività di agricoltura sociale. L’Ufficio di Piano di Lodi insieme a “Rigenerare Valore Sociale – Welfare Lodigiano di Comunità” anche per l’anno 2018 si impegnano a sostenere le iniziative relative al tema con un bando appositamente dedicato. La novità per quest’anno è la misura (B) rivolta alle fattorie sociali. Possono, infatti, partecipare enti del terzo settore così come disciplinati nel D.Lgs. 117 del 03/07/2017 e le stesse fattorie sociali.

Il bando ha come obiettivo quello di comprendere e capitalizzare bisogni e risorse della comunità integrandoli in esperienze coordinate e innovative, in una logica di cura dell’ambiente, lotta allo spreco alimentare e filiera corta, oltre allo sviluppo dell’innovazione nei modelli di welfare di comunità. Altro fine è quello di favorire l’integrazione tra i diversi attori dell’agricoltura sociale (imprese agricole, cooperative, imprese sociali e non, associazioni, istituzioni, enti di ricerca, ecc.) e la realizzazione di buone pratiche che possano essere condivise. Tutto questo supportando reti fra i diversi attori e fornendo allo stesso tempo sia competenze che coordinamento.

Per moduli e approfondimenti:  ufficiodipiano.it

16 marzo 2018

“Gli Orti del Pellicano”: agricoltura sociale nel segno della solidarietà


Lodi sempre più protagonista sul fronte dei traguardi consolidati in agricoltura sociale. A darne testimonianza è stavolta il progetto “Gli Orti del Pellicano” della Cooperativa “Il Pellicano” che venerdì 16 marzo presenta i risultati maturati nel corso di tre anni di progetto. “Attraverso la coltivazione e la distribuzione di verdure a prezzo calmierato, gli Orti del Pellicano hanno realizzato una rete solidale che comprende soggetti istituzionali e non di tutto il territorio lodigiano e del sud Milano con due principali obiettivi. Il primo è la creazione di posti di lavoro in condizioni protette adatte a persone fragili e senza occupazione. Il secondo è far fronte alle crescenti necessità di famiglie in situazione di indigenza di varia natura. Solo nel 2017 sono state distribuite circa dieci tonnellate di verdura, di cui due destinate gratuitamente alle piattaforma di raccolta di cibo per situazioni di indigenza. Gli sviluppi correnti, già iniziati durante lo scorso anno, prevedono l’apicoltura, la produzione di uova e di composte di frutta e verdura. Nel corso dei primi tre anni di attività sono state attivate venti borse lavoro della durata di circa nove mesi, ognuna dedicata a persone in situazioni di difficoltà e di disagio fisico e sociale. Tutto questo coinvolgendo circa una ventina tra volontari e sostenitori e distribuendo sempre in forma gratuita circa otto tonnellate di verdura”.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti:  gliortidelpellicano.blogspot.it

27 febbraio 2018

“L’Orto di Tutti” racconta i suoi traguardi


“L’Orto di Tutti”, esempio virtuoso della rete di agricoltura sociale del territorio di Lodi, mercoledì 7 marzo realizza un incontro in cui racconta i traguardi raggiunti in questi primi 6 mesi di attività che mettono a segno dati ed esperienze emblematici dimostrando un successo in crescita. Una vera e propria storia di agricoltura sociale nata e costruita in rete.

“L’Orto di Tutti”, sostenuto anche dalla stessa rete Agricoltura Sociale Lombardia, è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariplo (bando Welfare di Comunità e Innovazione Sociale) con cui è stato avviato l’importante progetto “Rigenerare Valore Sociale – Welfare Lodigiano di Comunità”.

Nove in tutto le realtà operanti nella rete che comprende aziende agricole, cooperative sociali, enti scolastici, fattorie sociali: “Il Gabbiano”, “Il Mosaico”, “Le Cascine Riboni”, “L’Officina”, “Floralia”, “Latte Baronchelli”, Istituto agrario “Tosi” di Codogno, “I Germogli”, Il Pellicano”.

Emblematici i dati sul fronte lavorativo: nel complesso le realtà in rete occupano più di 500 persone (in attività assistenziali e produttive) ed è rilevante sottolineare che in queste due ultime annualità sono state accompagnate o inserite al lavoro in agricoltura sociale più di 50 persone, tra percorsi di alternanza scuola lavoro, tirocini, assunzioni.

Per approfondimenti:  cooperativalofficina.it

18 febbraio 2018

Floralia: agricoltura sociale come possibilità di riscatto


Progetti vissuti in prima linea a partire dalle radici della loro nascita fino al percorso attuale volto a fare sempre meglio. La storia di Floralia sboccia e cresce regalando numerosi petali di esperienze che coinvolgono l’intento di valorizzazione sociale, l’attenzione per la qualità, la produzione e la commercializzazione, il fermento di idee, il gusto per la bellezza e la cura. L’azienda florovivaistica del territorio lodigiano appartenente alla rete Agricoltura Sociale Lombardia vanta un viaggio imprenditoriale ricco di colori e sfumature. “Il nome Floralia arriva nel 2001 ma l’impresa nasce molto prima grazie a papà Luciano e chiamata Floricoltura Oldani – racconta Fabiano Oldani - Nel 2004 Floralia diventa ufficialmente fattoria didattica e sociale accreditata da Regione Lombardia formalizzando così la sua attività e soprattutto la sua volontà: dare un’opportunità ai soggetti con svantaggio”.

Uno svantaggio che riguarda persone con precedenti problemi di tossicodipendenza o detenzione, ma anche giovani e adulti con disabilità. “Ho voluto offrire un’occasione a chiunque la chiedesse perché credo che fare un’esperienza in ambito lavorativo contrasti l’emarginazione e aiuti molto sul fronte dell’autostima e del recupero di questa – sottolinea Oldani – Per me l’agricoltura sociale è soprattutto un mezzo per dare possibilità all’essere umano scardinando i pregiudizi sulla sua situazione. È il piacere di poter dire e dimostrare di averci provato insieme”.

Progetti per il futuro? “Siamo sempre work in progress e con le porte aperte per costruire insieme nuove opportunità” conferma Fabiano Oldani.

Per approfondimenti:  fioriepiantelodi.it

22 novembre 2017

Le Cascine Riboni: agricoltura sociale come creazione di opportunità


Una storia ricamata di radici profonde, presente impegnato, sguardo sul futuro per creare nuove opportunità di inclusione.  “Le Cascine Riboni” si propone come azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-zootecnico con attività multifunzionale. Fattoria didattica accreditata in Regione Lombardia è anche agriturismo con ristorazione, centro privato di pesca e fattoria sociale. Focale l’attenzione verso l’inclusione lavorativa e la formazione anche dei più giovani. Nell’anno 2017 su questo fronte l’azienda ha attivato tre tirocini: due rivolti a persone con disabilità, di cui uno sostenuto dal Bando regionale – promosso e finanziato dalla Provincia di Mantova e gestito per conto di essa dalla sua Azienda Speciale For.Ma. – per l’alternanza, l’orientamento e l’inserimento dei giovani disabili, uno che ha coinvolto una persona senza fissa dimora. Esperienze che hanno consentito di dare vita a percorsi che hanno intrecciato acquisizione di competenze professionali e autostima per i soggetti protagonisti. Lo svantaggio principale al quale “Le Cascine Riboni” ha dato finora risposta è quello rappresentato da disabilità di tipo fisico e mentale, con adattamento degli spazi agricoli per permettere anche in casi di invalidità fisica di approcciarsi ad attività del settore scardinando il luogo comune secondo il quale l’agricoltura sia praticabile soltanto da chi non presenta determinati tipi di problematiche.

“Le Cascine Riboni” si distingue anche per progetti emblematici ad esempio destinati alle persone con Alzheimer, come spiega Paola Vailati Riboni: “Le Cascine-lab Demenza e Alzheimer sono servizi innovativi a supporto delle attività occupazionali e psicosociali per anziani. Sono stati ideati secondo nuove modalità atte a rallentare il decadimento cognitivo e per aumentare il benessere dei partecipanti. Sono stati sperimentati con un progetto pilota svolto nel corso dell’anno 2016. I risultati ottenuti hanno consentito di verificare un rallentamento nel decorso della malattia in termini di funzionamento cognitivo globale, andando ad impattare in particolar modo sulle abilità di linguaggio e sulle funzioni esecutivo-attentive, con una conseguente riduzione dell’ansia e un aumento della qualità di vita percepita dai soggetti partecipanti rispetto a quelli del gruppo di controllo”.

Per approfondimenti:  lecascineriboni.it

22 novembre 2017

L’Orto di Tutti tra i protagonisti all’evento “L’Artigiano in Fiera”


“L’Orto di Tutti” prosegue il suo intenso percorso che intreccia condivisione e promozione valorizzando i buoni prodotti dell’agricoltura sociale. Una tappa prestigiosa è, infatti, segnata in agenda visto che il progetto sarà tra i protagonisti della manifestazione “L’Artigiano in Fiera” che si tiene dal 2 fino al 10 dicembre a Rho-Pero, tutti i giorni dalle ore 10 alle 22:30 (programma completo:   artigianoinfiera.it).

“Le realtà coinvolte producono non solo frutta e verdura ma anche confetture, conserve, succhi, formaggi, vino e grappe di eccellente qualità, oltre a prodotti alimentari e cosmetici all’aloe, prodotti che potrete trovare in mostra alla Fiera di Rho – spiega una delle referenti del progetto, Paola Pozzo della Cooperativa sociale “L’Officina” –  Allo stand F166 Padiglione 6 sarà possibile assaggiare e acquistare i prodotti della rete e prenotare le cassette di Natale dell’“Orto di Tutti”. Si potranno anche incontrare gli agricoltori sociali protagonisti di questa iniziativa”.

Per ulteriori informazioni sull’evento contattare i seguenti riferimenti:  info@lortoditutti.it - Tel. 324.8298550

Per approfondimenti sul progetto lortoditutti.it o la relativa pagina Facebook.

2 aprile 2017

Inclusione lavorativa per scoprire talenti nascosti andando oltre la parola disabilità: la storia della Cooperativa Sociale “L’Officina”


CAT - COME AUT TALENT. Ci sono storie che aspettano dietro l’angolo chi le può far crescere fino a che un giorno non avviene quell’incontro particolare di intenti a loro modo audaci ed è allora che sbocciano all’improvviso diventando progetti, strade, cambiamenti che coinvolgono altre vite rendendole diverse. Migliori. La storia della Cooperativa sociale onlus “L’Officina”, in procinto di entrare a breve nella rete di Agricoltura Sociale Lombardia con cui ha già fatto sinergia, è fatta così. Il progetto “CAT – COME AUT TALENT” che nasce per iniziativa della cooperativa, realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, ha come obiettivo cardine l’individuazione e la valorizzazione di talenti per capire qual è la propria strada nella vita. “Un obiettivo che riguarda tutti, non solo le persone con fragilità” evidenzia Paola Pozzo. Il progetto parte così con la selezione e l’orientamento lavorativo di 4 persone con diagnosi di autismo, alla scoperta dei propri talenti, attraverso un percorso temporale della durata di 8 mesi in cui vivere direttamente la possibilità di sperimentarsi nell’ambito di diverse attività. Quattro le mansioni protagoniste attraverso cui è stata concretizzata l’esperienza di inclusione lavorativa: confezionamento, assemblaggi, agricoltura, informatica con l’aggiunta di un’esperienza in un bar.

Intervista completa su: agricolturasocialelombardia.it