“Centro di Raccolta Solidale per il Diritto al Cibo” nasce nel 2014 in risposta alla dilagante crisi economica e al conseguente e progressivo impoverimento di singoli individui e nuclei famigliari. Pensato per promuovere una rete di solidarietà ed accompagnamento, ha in sé la volontà di sensibilizzare il territorio sul diritto al cibo, grazie anche al contributo di una rete capillare di istituzioni locali (comune di Lodi e altri 61 comuni del territorio), attori del privato sociale e dell’associazionismo. Il "Centro di Raccolta Solidale per il Diritto al Cibo" è un progetto cui hanno aderito, costituendosi in Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.), la Caritas Lodigiana, il Comune di Lodi, l'Ufficio di Piano di Lodi, la Provincia di Lodi, la Cooperativa Sociale "Famiglia Nuova" e l'Associazione di volontariato "Progetto Insieme", attualmente ente capofila dell'A.T.S., per coordinare e condividere la raccolta e la distribuzione di cibo alle famiglie e persone indigenti di Lodi e provincia.

Per fare ciò ha dovuto unificare i criteri di ascolto dei bisogni nelle strutture periferiche e definire le modalità di rilascio degli accrediti per il ritiro del cibo al C.R.S. e nei centri di distribuzione, mettendo a fattor comune le risorse umane e materiali già presenti nelle parrocchie e nei centri cittadini e di paese della Provincia, per ottimizzare e razionalizzare la raccolta di donazioni di beni alimentari e monetarie.
Oggi sono circa 350 le famiglie che beneficiano di una fornitura settimanale di cibo fresco a immediata consumazione e 1.500 le famiglie che mensilmente accedono al ritiro di cibo a lunga conservazione. Con le derrate alimentari rimanenti vengono sostenute, inoltre, le mense cittadine per indigenti e senza fissa dimora e le comunità di accoglienza della città. L’obbiettivo è superare una logica assistenzialistica e affrontare i temi della riduzione dello spreco e dell’aiuto ai bisognosi in una visione sistemica.

In quest’ottica sono andate diffondendosi buone pratiche territoriali per una migliore gestione delle eccedenze, contribuendo ad orientare in maniera solidale le scelte e gli investimenti degli attori economici del territorio, in particolare Fondazioni bancarie ed Aziende agro-alimentari, generando opportunità di nuova occupazione.
Il sistema si sviluppa attraverso la creazione e gestione di magazzini territoriali: le derrate recuperate o acquistate vengono conferite ad associazioni, parrocchie, case di accoglienza, che provvedono a redistribuirle gratuitamente alle famiglie accompagnate dai servizi sociali o agli ospiti delle strutture residenziali.
Il progetto integra parte degli interventi pubblici di sostegno alle famiglie, promuovendo un maggiore coinvolgimento della comunità, favorendo la promozione di nuovi comportamenti legati all’educazione alimentare, affinché tutti abbiano accesso al bene comune costituito da un cibo sano, nutriente e giusto.